IBM acquista RedHat per 34Mld di dollari

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IBM ha acquistato la società RedHat, storica società fondata nel 1993 con all’attivo circa 12.000 dipendenti, attiva nel mondo dell’Open Source e che sviluppa l’omonima distribuzione Linux. Il prezzo di acquisto è di 34 Mld di dollari (divisi tra equity e sanatura del debito), un’acquisizione che, nel costo, è la più importante nella storia di IBM. L’operazione, se avrà l’approvazione degli azionisti di RedHat, verrà completata nella seconda metà del 2019.

Ma perchè IBM, che da anni è impegnata attivamente nel mondo dell’open source ha voluto comprare la RedHat?
La RedHat è uno dei principali competitor nel mondo attualissimo del cloud computing; la IBM punta a diventare in questo modo uno dei leader per il cloud ibrido, entrando in competizione diretta con Microsoft (Azure), Google (G-Cloud), Amazon (AWS), Alibaba e altri.

E perchè un’azienda dovrebbe scegliere RedHat e non un altro competitor con solide infrastrutture per il cloud computing?

La risposta a questa domanda è molto semplice: la maggior parte delle aziende ha paura a passare al cloud computing per la natura proprietaria del cloud computing attuale; se passi attualmente ad un cloud computing, passi ad un cloud computing proprietario e ne rimani legato. Questo non accadrebbe con il cloud computing di RedHat, che parte da una base “open” e che quindi sarebbe facile da integrare con terze parti.

Inizialmente IBM non ostacolerà le partnership che RedHat ha siglato con Amazon, Microsoft e Google per il cloud; RedHat entrerà a far parte del team Hybrid Cloud di IBM come unità separata, preservando l’indipendenza e lo sviluppo dei prodotti della compagnia; inoltre IBM si impegnerà a mantenere la natura “open” di RedHat con la sua community.

Con questa trasformazione cambia anche radicalmente il business di IBM, abbandonando  definitivamente l’hardware (storico cavallo di battaglia) e passando ai servizi cloud.

Di seguito i comunicati delle 2 aziende: