CentOS 8 terminerà nel 2021

Published by Lello on

La distribuzione CentOS (Community ENTerprise Operating System) è la distribuzione linux più famosa ed usata,  basata su RedHat Enterprise Linux; quest’ultima versione viene distribuita con supporto obbligatorio a pagamento, mentre la versione CentOS è open. RedHat (o IBM, a cui appartiene) ha annunciato che la versione CentOS Linux 8 (come versione di rebuild della RHEL 8) terminerà nel 2021 e verrà portata avanti solo la CentOS Stream, che fungerà da versione di sviluppo della più nota distribuzione RedHat.

Probabilmente questo è anche il frutto dell’acquisizione di RedHat fatta da parte di IBM (che certamente non è un’azienda no-profit).

Credo che il messaggio che IBM e RedHat vogliano portare avanti sia:

“Vuoi una RedHat? Compra una RedHat !!!”.

Con questa nuova strategia, CentOS si ritroverà ad implementare le soluzioni introdotte da RedHat in Fedora e non ancora implementate in RHEL, fungendo da trait d’union tra le due distribuzioni.

Se pensiamo al mondo informatico attuale, la piattaforma linux basata su CentOS è la più usata (garanzia di affidabilità fornita da RedHat ad un costo nullo) quale piattaforma di test, sviluppo e produzione, sia per quanto riguarda lo stack LAMP (Linux, Apache/Nginx, MySQL/MariaDB, PhP/Perl/Python/CGI) che per altri scopi (Samba, Proxy, LB, DHCP/DNS, DB, ma anche IDS/IPS, log collector/analyzer, FIM, vulnerability detector/assessment arrivando a docker/kubernetes); il numero di sistemi basati su CentOS oramai non si contano più.

Ma cosa succederà quando CentOS 8 non esisterà più? Le alternative potranno essere le seguenti:

  • una migrazione verso CentOS 8 Stream se CentOS 8 viene utilizzata come piattaforma di test (se si utilizza CentOS 8 in ambienti di produzione, sarà forse il caso di comunciare a pensare ad altre alternative ….);
  • un upgrade verso RHEL;
  • una migrazione verso Oracle Linux, basata anch’essa su RHEL ma ancora free; l’unico neo che alcuni possono vedere in questa soluzione è l’ “ingombrante” presenza di Oracle dietro questa soluzione;
  • una migrazione verso piattaforme alternative (Debian, Ubuntu, Suse, ….), e secondo me è la soluzione più plausibile;
  • considerando che il codice sorgente di RHEL è open, aspettare un fork del progetto CentOS (e che chiaramente non avrà il supporto di IBM/RedHat); come dice qualcuno: “non è la prima volta che perdiamo un clone RHEL e non sarà l’ultima”.

Potete trovare l’annuncio ufficiale su cui si basa questo articolo a questo indirizzo.

LTM